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Oasi di Scacco e Hope

Concretizziamo il sogno di tutti!

6 115  EUR

raccolti su un obiettivo di €6 000

  • 101%finanziato
  • PROGETTO FINANZIATO IL10/29/2018
  • 60sostenitori

Il progetto prende forma da un sogno legato alla vita con i cavalli, che ha caratterizzato la nostra famiglia negli ultimi dodici anni e che ci ha spinto a creare l'oasi di Scacco e Hope. Il tutto inizia con l’arrivo di Scacco, un Sella Italiano Baio di 18 anni, regalato perché a fine carriera e con la nascita negli anni a venire del primo puledro: Hope. La nostra attività è focalizzata sul recupero di cavalli, alcuni destinati al macello, altri che hanno subito maltrattamenti, altri ancora definiti "problematici". 

Per noi, l’obiettivo fondamentale è il rispetto e il recupero degli animali. Una situazione nata per caso, ci ha portato,  negli anni, a sviluppare una modalità relazionale tra il cavallo e gli umani che mira a creare una relazione di rispetto reciproco e si inquadra in un modello che si colloca al di fuori degli schemi  di sfruttamento tradizionali del mondo dei cavalli.

Quando un cavallo arriva all'oasi, prima di tutto gli si chiede di fare il cavallo; sembra una frase senza senso invece è proprio così: molti cavalli vengono spersonalizzati e allontanati così tanto dalla loro natura (antropomorfizzazione) che non sanno più essere cavalli! Vivono, quindi, un periodo di transizione in cui ritrovano se stessi, alcuni hanno rabbia repressa da scaricare, altri escono da uno stato catatonico in cui si trovano magari da molto tempo, comportamento che col tempo, viene considerato come consuetudine. In seguito si cerca di instaurare un "altro" tipo di relazione basata sul rispetto e la fiducia, e, lentamente,seguendo i tempi del cavallo, se lo consente ancora, si ricomincia a fare dell'attività insieme; naturalmente da noi non si fanno gare o concorsi di alcun genere.

I cavalli dell'oasi hanno circa 40.000 metri di terreno a loro diposizione dove stiamo cercando di creare loro un habitat il più naturale possibile, un ambiente che induce il cavallo a vivere in modo analogo a quanto avverrebbe in natura. Si sfrutta la caratteristica intrinseca del cavallo di muoversi “sul sentiero”, cioè seguendo piste che si tramandano per generazioni. Tale caratteristica si acuisce inoltre nel momento in cui i cavalli vengano posti in ambienti molto estesi in lunghezza (centinaia di metri o anche più),ma relativamente stretti (alcuni metri).

Si vengono così a costituire dei lunghi corridoi, ad anello, che inducono per la loro stessa forma, il cavallo a muoversi continuamente, analogamente a quanto avviene appunto in natura. Perché ciò avvenga è però assolutamente necessario aggiungere a questo ambiente di base, tutti gli altri stimoli che sono presenti in quello naturale, così da indurre uno stile di vita veramente consono a quello del selvaggio. Solo per citarne alcuni: tipologia di cibo fornito, modalità di distribuzione del cibo stesso, modalità di accesso all’acqua, possibilità di interazione sociale, varietà di terreni, e molti altri.

Scacco, il nostro primo cavallo.

Hope appena nato, il 6 maggio 2014.

Hope e altri cavalli del branco, oggi.

 

A cosa serviranno i fondi ?

A questo punto, il nostro sogno ed i nostri sforzi, hanno bisogno di un aiuto concreto per ottenere i requisiti minimi che un progetto complesso ed ambizioso, come questo, si merita. Necessitiamo urgentemente di ampliare le nostre scuderie aumentando il numero dei box per i cavalli più anziani, costruire una capannina di grosse dimensioni per i cavalli che vivono in branco oltre ai corridoi ad anello sopracitati. E per ultimo, ma non per questo meno importante, dobbiamo assolutamente costruire una zona infermeria/lavaggio per i cavalli.

 

Alcuni cavalli del branco durante un momento di relax.

A proposito del progettista

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Chi siamo? Siamo Fabio e Coretta, compagni di vita e di viaggio in questa avventura iniziata intorno agli anni 2000.

Uno la mente e l'altro il braccio del progetto, ci piace descriverci come i custodi dell'oasi perchè questo è il luogo dei cavalli che vi abitano e di coloro che vogliono respirare, assaporare, sperimentare, vivere, sentire i cavalli.

Coretta e Nabi.

Fabio e Merlino.

Ester, nostra figlia più piccola, e Sierra.

Noi, qualche anno fa, all'inizio del viaggio!!